Ho atteso volutamente qualche ora in più per esprimere un’opinione sul mini-rimpasto che Angelantonio Angarano, sindaco di Bisceglie, ha portato a termine all’interno della sua Giunta.
PEDONE? ERA GIÀ TUTTO PREVISTO
Sarò come sempre schietto e diretto. Lo sapevano anche i muri, da settimane, che il quarto assessore di sesso maschile scelto per sopperire alle dimissioni di Maurizio Di Pinto sarebbe stato Pierpaolo Pedone. La ragione, molto semplice, è da ricercare nei meccanismi di surroga in consiglio comunale, perché la lista in cui era candidato, “Noi”, è l’unica della coalizione del 2023 il cui primo dei non eletti è ancora organico all’amministrazione in carica. Mauro Lorusso, infatti, gli subentrerà tra i banchi della maggioranza, tornando ad un ruolo già ricoperto nella precedente consiliatura. Lo scacchiere, per il resto, è un autentico campo minato: Tommy Di Pinto (Il torrione), Tommaso Mastrototaro (Massimo impegno), Italo Innocenti (Puglia popolare), Sergio Ferrante (Bisceglie tricolore) e Leonardo Di Molfetta (Bisceglie svolta) non si possono certo ritenere ancora vicini alle attuali posizioni di chi governa la città. Non prendiamo in considerazione nemmeno quei contrassegni dai quali sono stati cooptati in assemblea Gianni Naglieri (che è passato all’opposizione), Carla Mazzilli e Piero Innocenti (che a rigore di logica potrebbero farlo prossimamente).
LA “SORPRESA” LAURA PASQUALE
L’operazione più complicata ha riguardato il reclutamento della terza componente femminile, indispensabile per mantenere il rispetto dell’equilibrio di genere, al punto che Pedone ha dovuto attendere. Il susseguirsi dei nomi circolati, che per motivi di opportunità e galanteria eviterò di diffondere, ha sfidato le immaginazioni più fervide, fino a incontrare la disponibilità di Laura Pasquale. Le pareti di Palazzo di Città hanno fatto filtrare, già nella serata di giovedì, il convincimento di Angarano (rassicurato sufficientemente da Natale Parisi) e la decisione di formalizzare tutto la mattina seguente.
L’ALBERTO FURIOSO E IL SILENZIO DI “PER”
Il segnale più eclatante che la partita per la ricomposizione del quadro si fosse chiusa l’ha dato in realtà Alberto De Toma, assessore mancato in quota al gruppo “Per”, pubblicando un video dai contenuti eloquenti nel primo pomeriggio di martedì 26. Il giorno dopo è andata deserta la prima convocazione del consiglio per il voto sul bilancio consuntivo 2025 mentre giovedì la maggioranza ha deliberato il documento con 13 presenti in aula e 12 voti favorevoli compreso quello del primo cittadino (astenuto il presidente Vittorio Fata). Ci si chiede, a questo punto, se l’assenza polemica di Luigi Cosmai, Piero Innocenti, Carla Mazzilli e Giuseppe Torchetti, ancora una volta esclusi dalla rappresentanza in Giunta, sarà seguita dalla decisione di transitare sul fronte delle minoranze.
COME CAMBIERANNO GLI EQUILIBRI IN CONSIGLIO?
L’erosione della pattuglia a supporto di Angarano è in ogni caso significativa: gli eletti all’opposizione, in avvio del suo secondo mandato, erano appena 6 contro i 19 del campo governativo (includendo Fata e lo stesso sindaco, che vota) mentre ora sono 8 perché il “recupero” di Luigi Cosmai non compensa le “partenze” di Dodo Storelli, Gianni Naglieri ed Elisabetta Mastrototaro. Se “Per” dovesse restare compatto e virare verso una posizione di contrasto, si aprirebbe una fase molto delicata per la tenuta dei numeri su cui il capo dell’amministrazione fa leva anche nelle dichiarazioni pubbliche: la situazione muterebbe con una perfetta parità a quota 12 (contando Angarano) e Fata chiamato a valutare una rottura della neutralità che ha garantito nell’assumere il ruolo istituzionale di presidente del consiglio. Le leve compensative, ora che Bisceglie Approdi ha un nuovo CdA, sembrerebbero esaurite e non è esagerato ritenere che il gruppo “Per” non abbia incassato nulla.
UNA BRUTTA PARENTESI SUI SOCIAL
Ho tenuto per ultime le considerazioni sui commenti davvero inopportuni e in alcuni casi denigratori comparsi sui social nei riguardi di Pierpaolo Pedone e, soprattutto, di Laura Pasquale. Ritengo ingenerosi, in particolare, gli attacchi preventivi nei confronti di quest’ultima che, a mio parere, dovrà essere valutata per il contributo che riuscirà a dare nello svolgimento della carica affidatale. Comprendo le forti perplessità della stragrande maggioranza dei biscegliesi che si sono espressi rispetto al clima di sfiducia totale che si vive in città, al crollo inesorabile della reputazione e della credibilità dell’amministrazione, alla discutibilissima ostinazione di Angarano che insiste nell’andare avanti e invece si sarebbe dovuto dimettere il 14 aprile, prima di tutto per il suo bene. Questo lo capisco e rientra nella critica legittima. Non mi spiego, in tutta sincerità, per quale ragione si debba trascendere nelle offese verso una donna che merita il massimo rispetto, è stata appena chiamata nei ranghi e non ha fatto assolutamente nulla per meritare certi epiteti.
