Un avvio sensazionale, la capacità di gestire i momenti meno proficui, lo scatto deciso per chiudere i conti senza sofferenze, con la chiave vincente nel tiro da tre. Ruvo ha centrato l’obiettivo della permanenza in A2 aggiudicandosi la decisiva gara5 del secondo turno playout a spese di Roseto, che paga con un’amara retrocessione i troppi errori commessi fin dall’estate nelle scelte di scrivania, prima ancora che di campo. La salvezza ruvese è marchiata a fuoco dal timbro di Stefano Rajola, tecnico che ha saputo gestire le fasi più intricate di una stagione durissima sotto ogni punto di vista per il club, debuttante nel secondo livello cestistico nazionale e costretto a giocare le prime quattro gare interne a Bari.

Formato inedito per il quintetto iniziale della Crifowines, priva dell’infortunato Anumba: subito dentro Jerkovic e Nikolic, con il chiaro intento di frenare l’irruenza di Cannon. 0/4 ospite al tiro in apertura e Landi subito richiamato in panchina per far posto a Petrovic. Tripla di Smith e schiacciata in contropiede di Nikolic per il 10-0 al 4’. La rottura prolungata di Roseto è proseguita anche dopo il timeout con altri due canestri di Smith in entrata e un’altra iniziativa vincente di Brooks: 17-0 dopo cinque minuti di partita. Primo canestro rosetano di Harrison che si è acceso con la collaborazione di Petrovic: lo 0-8 ha costretto la panchina locale a fermare la contesa. Il bomber statunitense ha messo altri due liberi, accorciando sul 17-10. Mini-intervallo sul punteggio di 20-14, ospiti frenati dal 4/17 al tiro frutto dell’ottimo lavoro difensivo di Ruvo, con una sola conclusione tentata da Cannon. Due canestri consecutivi di Musso dal perimetro hanno rilanciato i propositi pugliesi e quando Miccoli, dall’angolo, ha firmato di nuovo il +15 (29-14), a Finelli non è rimasto altro che spendere la seconda chance di sospensione con ancora 8’12” sul cronometro per la pausa lunga. Un ispirato Brooks ha firmato il +18 (37-19). Stratosferico l’impatto di Bernardo Musso, un vero leader. Divario a favore dei padroni di casa salito a 19 lunghezze sul 40-21 al 17’. Tumulti sugli spalti per un contatto tra Del Chiaro e Miccoli sanzionato con l’antisportivo e problemi per Harrison, rimasto a terra dolorante. Crifowines in controllo a metà gara (43-30) ma imprecisa dalla lunetta: 3/11.

Rientro dagli spogliatoi troppo morbido del cast pugliese, a differenza di avversari più tonici, lesti nel rientrare sul -4 (44-40) ma ricacciati ancora indietro da Brooks (52-43) nel cuore di un terzo periodo dalle basse percentuali in cui la tensione è salita vertiginosamente. Ne ha fatto le spese l’ex Laquintana (tecnico). Harrison ha dovuto ammainare bandiera bianca. Brooks, con cinque punti consecutivi, ha riportato Ruvo ad un margine di sicurezza (66-50) e Reale, all’alba del quarto parziale, ha restituito il fatidico +17 del rush di partenza. La zona come scelta quasi obbligata per il cast abruzzese, punito da Jerkovic e Miccoli (75-54) per il tripudio di un palasport traboccante d’entusiasmo. La schiacciata di Brooks per il 79-60 ha chiuso ogni discorso e Smith si è unito alla festa allargando la forbice (85-60), in un garbage time forse inatteso considerati gli andamenti di gara1 e gara2. Gloria anche per Granieri e Di Zanni prima della sirena sullo score di 94-70

Ruvo ha prevalso in modo chiaro esprimendo un’energia decisamente superiore a quella dei contendenti. E questo, nelle sfide senza via d’uscita, fa spesso la differenza.