Un’analisi della situazione politico-amministrativa biscegliese ci sembra opportuna a quasi due anni dalla scadenza naturale del secondo mandato da sindaco di Angelantonio Angarano e a poco meno di 18 mesi dal termine entro il quale il primo cittadino dovrebbe (dovrà) dimettersi dall’incarico per tentare l’elezione in Parlamento. Il voto per le politiche è in programma nel settembre-ottobre 2027 e per concorrere sarà necessario cessare le funzioni di capo dell’amministrazione comunale almeno 180 giorni prima. Questo, in sostanza, è l’orizzonte.
UN SINDACO PIENAMENTE LEGITTIMATO DAGLI ELETTORI
Vale la pena osservare che, oggi come oggi, Angarano ha esaurito il suo compito. Non c’è errore, infatti, che non abbia commesso in circa otto anni alla “guida” della città, tanto che nel tempo restante è legittimo attendersi al massimo la ripetizione di svarioni ben noti e di qualche altra cantonata già presa nel leggendario solco della sua catastrofica esperienza amministrativa. Riteniamo peraltro non assolvibile una comunità che gli ha colpevolmente confermato la fiducia nel 2023, quando i biscegliesi – in rigoroso ordine cronologico – lo hanno preferito a Silvestris (nelle primarie di coalizione), Fata (al primo turno) e Spina (al ballottaggio). I risultati delle urne sono stati chiari, emblematici e meritano il massimo rispetto come del resto pare giusto richiamare chi ha concorso per tre volte ad un ruolo (nel 2013 senza fortuna, quindi nel 2018 vincendo le elezioni e poi per un secondo quinquennio) alle sue responsabilità.
LA NARRAZIONE DI UNA CITTÀ CHE (PURTROPPO) NON ESISTE
Che Angarano sia stato davvero poco utile ai suoi concittadini è talmente evidente da costituire, per paradosso, la ragione stessa dei suoi successi. L’innata disinvoltura nel dissimulare la realtà, inventando una Bisceglie che purtroppo esiste soltanto nella sua testa e per la convenienza di chi gli è nei paraggi, ha letteralmente ipnotizzato gran parte della comunità, rassegnata ad uno status quo così rassicurante in tutta la sua mediocre immobilità. Ecco perché non è colpa di Angarano se la maggioranza degli elettori ha deciso, consapevolmente, di premiarlo.
IL COLPEVOLE RAMMOLLIMENTO DEI MEDIA
Se anche solo lo 0.1% di quanto accaduto a Bisceglie dal 2018 in poi si fosse verificato con qualsiasi altra amministrazione e in qualsiasi altro periodo storico avremmo assistito ad un massiccio e continuo bombardamento mediatico nei confronti del potere. Citiamo a spanne i primi esempi che vengono in mente: sospensione del servizio di sosta a pagamento e del trasporto pubblico locale; sequestro e chiusura delle due isole ecologiche; ritardi pazzeschi nello svolgimento dei lavori pubblici; inaugurazioni di opere in verità non completate come il teatro Garibaldi e la scuola Monterisi. Se anche il giornalismo s’è rammollito non è certo colpa di Angarano, che peraltro può permettersi di rispondere alle rarissime critiche con toni e frasi semplicemente spettacolari: degna della migliore tradizione cabarettistica, per esempio, è la barzelletta raccontata a dicembre dei lavori sul Ponte Lama «iniziati da un pezzo» quando in realtà gli operai si erano visti al massimo due volte in tre mesi. D’ora in avanti, dall’estensore della promessa solenne di restituire metà del suo compenso, ci si può aspettare soltanto qualche ulteriore spunto da autentico fantasista dell’umorismo. Incrociamo le dita, confidando ci regali nuovi momenti di ironia più o meno involontaria.

LA STRADA PER ROMA
Un sindaco che poco oltre la metà del secondo percorso amministrativo ha già sbagliato tutto il possibile merita di diventare parlamentare ed è probabile che ci riesca, a patto di gestire con raziocinio la prossima procedura di rientro – da figliol prodigo – nei ranghi del Partito Democratico. L’Italia, in fondo, è il Paese delle improvvise giravolte in cui più sbagli, meno rendi e più fai carriera: le vicende della politica sportiva nazionale ne sono un esempio lampante…
CHI HA VISTO (O SENTITO) IL CENTRODESTRA?
Abilissimo, da fulgido allievo della scuola democristiana, nel lasciar trascorrere il tempo inutilmente per sfiancare tutti gli appetiti degli aspiranti assessori (perché il potere logora chi non ce l’ha), Angarano mira a concludere l’esperienza da sindaco evitando qualsiasi frattura nella maggioranza per accreditarsi quale federatore e collante della futura coalizione che al momento, se compatta, resta favorita per il successo alle prossime amministrative. E anche in questo caso, non è mica colpa sua se il centrodestra biscegliese insiste nel non essere pervenuto.
