Enzo Di Pierro, già assessore comunale di Bisceglie e consigliere provinciale della Bat, ha affidato a www.vitotroilo.it alcune riflessioni a proposito della recente introduzione dell’imposta di soggiorno in città.

«L’idea fu presa in considerazione già ai tempi della mia esperienza alla guida dell’assessorato al turismo ma l’allora sindaco Francesco Spina non si dichiarò favorevole. Io, invece, lo ero immaginando le migliorie che ne sarebbero derivate» ha ricordato Di Pierro.

«Ciò che non emerge, in questi giorni di dibattito, sicuramente per ignoranza nel senso letterale del termine, è il vincolo dell’imposta ad alcune specifiche come la pulizia e il decoro delle borgate marinare e del centro storico, la realizzazione di brochure e dépliants per la promozione di itinerari turistici, l’attività di promozione e sostegno in favore di iniziative culturali quali concerti e spettacoli teatrali, l’organizzazione di fiere e workshop, le attività di formazione per giovani che intendono operare nell’ambito turistico» ha osservato.

«In quel periodo storico abbiamo dovuto affrontare i primi veri tagli di fondi da parte dei Governi nei trasferimenti ai Comuni. Reperire fondi per lo sviluppo turistico cominciò a diventare sempre più difficile. Nei miei viaggi di piacere in giro per l’Italia avevo avuto a che fare con l’imposta di soggiorno, già applicata in alcune località» ha spiegato.

«Il tributo, nel 2023, ha fruttato un gettito pari a 760 milioni di euro su scala nazionale e questo dato ne dimostra l’accresciuta diffusione. Non c’è alcuno scandalo, in sostanza, a che sia introdotta a Bisceglie, limitando naturalmente l’entità dell’importo, visto che sarebbe pagata dai turisti che decidono di soggiornare nella nostra città e che verrebbero comunque, tassa o non tassa» è l’opinione di Enzo Di Pierro.

«La domanda che mi pongo è: questa amministrazione, che oggettivamente fa acqua da tutte le parti, che ha ricevuto il mio sostegno con l’impegno alla riapertura dell’ufficio turistico Iat mai mantenuto, che vive turisticamente da Libri nel Borgo Antico, Calici nel Borgo Antico (la cui prima edizione fu proprio sotto il mio assessorato) e Digithon, manifestazioni organizzate da privati, sarà capace di spendere in maniera seria queste somme?» ha evidenziato.

«Dalle voci di corridoio mi giunge che l’unico assessore al posto giusto (quello turismo) dovrebbe essere defenestrato nell’imminente organizzazione dell’estate, il che rafforzerebbe le mie idee sull’incapacità di questa amministrazione. Ho sbagliato, purtroppo, e chiedo scusa a chi ho convinto a votarla.

P. S. L’assessore al turismo Maurizio Di Pinto è mio nipote e non sarebbe mai stato “salvato” dalle mie critiche se il suo operato non si fosse rivelato all’altezza».

Foto di Cristina Pellegrini