Il consigliere comunale Giuseppe Torchetti ci perdonerà se “osiamo” compiere il “sacrilegio” di pubblicare, con questo pezzo, un’immagine di repertorio dei lavori di una precedente riunione della massima assise di Bisceglie. Per lui, evidentemente, una delle priorità assolute è impedire che chiunque – compresi gli operatori della comunicazione – possa effettuare riprese e scattare foto all’interno della sala consiliare. Una premura che sorprende: Torchetti ha preferito occuparsi dei post pubblicati da alcuni suoi colleghi durante i lavori della seduta di martedì 27 gennaio anziché di manutenzioni, urbanistica, lavori pubblici e visioni strategiche per la città del futuro. Buon per lui, portatore dell’annuncio della prevedibilissima retromarcia del gruppetto di “quasi dissidenti” denominato “Per Bisceglie”, tornato a prendere posto fra i banchi della maggioranza dopo aver “minacciato” di uscirne dai ranghi ed essersi accomodato, nei consigli celebrati da dicembre in poi, sugli scranni riservati alle opposizioni.

Vale la pena ricostruire alcuni momenti di comicità più o meno involontaria che il solerte Torchetti ha propiziato in questo periodo.

Lo psicologo è stato eletto nel 2023 in “Bisceglie svolta”, con 334 preferenze personali, quale presunto portacolori dell’imprenditore Alessandro Ricchiuti: un legame che si è sciolto nei mesi successivi.

«Per senso di responsabilità annuncio di rendermi indipendente dal gruppo “Bisceglie svolta”» (2 dicembre, in aula, allo zenit del riassunto di criticità irrisolte dalla maggioranza di cui aveva fatto parte per due anni e mezzo).

«L’azione comune che è già in essere all’interno del consiglio comunale proseguirà senza rinnegare il nostro passato, con sempre maggiore impegno anche in vista delle sfide future che attendono la città. I cittadini di Bisceglie hanno bisogno di risposte serie e concrete» (comunicato congiunto del 14 dicembre, dopo aver proposto ad Angarano il nominativo di Alberto De Toma per un assessorato: ciascuno può esercitare la fantasia e immaginare la reazione del primo cittadino).

Il giorno seguente, in aula, Torchetti ha toccato vette altissime di sarcasmo chiedendo conto al capo dell’amministrazione rispetto ai contenuti di un articolo giornalistico (questo) definiti “provocatori”, ben guardandosi dal rispondere alle sollecitazioni del pezzo e di altre nostre riflessioni successive.

Il regalo di Natale anticipato alla comunità, Torchetti l’ha consegnato il 23 dicembre con la costituzione ufficiale del gruppo “Per Bisceglie”, rassicurando tutti insieme ai colleghi Piero Innocenti, Carla Mazzilli e Luigi Cosmai: «Questo è un progetto per la città». Grazie e auguri!

Terminate le feste, l’8 gennaio ecco un nuovo e perentorio attacco: «Bisceglie non può essere governata con improvvisazione né con silenzi istituzionali. Eppure, è ciò che sta accadendo sul delicato tema della gestione dei rifiuti. Abbiamo presentato quesiti scritti per ottenere chiarimenti su una situazione che desta forte preoccupazione. Ad oggi non è giunta alcuna risposta. Un silenzio che pesa e che non è tollerabile nelle istituzioni».

E ancora, il 14 gennaio, l’affondo sulla partecipata del Comune in vista della successione di Nicola Rutigliano, eletto in consiglio regionale: «Per una realtà strategica e delicata per la città come Bisceglie Approdi S.p.A., è legittimo chiedersi quale direzione si voglia intraprendere: si continuerà con un modello fortemente accentrato, basato su un amministratore unico, oppure si aprirà a una gestione più collegiale, attraverso un Consiglio di Amministrazione che garantisca maggiore confronto, trasparenza e condivisione delle scelte?». Tradotto: un paio di strapuntini del CdA non farebbero male.

Quanto e cosa potrà mai essere cambiato nel breve volgere di due mesi non è dato di saperlo ma del combattivo rappresentante istituzionale che il 20 novembre scorso ha unito la sua firma a quella degli esponenti delle minoranze per chiedere lo svolgimento di un consiglio monotematico sul tema rifiuti mettendo in discussione l’operato di Angarano e dei suoi assessori non s’intravede più nemmeno l’ombra.

«La responsabilità non è un peso ma un onore» ha avuto modo di dichiarare Giuseppe Torchetti il 27 gennaio. E tutti noi siamo onorati, da biscegliesi, della sua eccellente presenza nell’assemblea elettiva, caratterizzata dall’incessante impegno nel sincerarsi che nessuno, compresi i giornalisti, si azzardi a fare foto o video in consiglio comunale. Questo è esattamente ciò a cui bisogna dedicarsi da quelle poltrone. La città gli sarà riconoscente.