Meritato e autorevole. L’accesso della Pallacanestro Ruvo, sponsorizzata Crifo Wines, alla finalissima promozione dei playoff di B Nazionale è anche molto di più. Il trionfo nel ribollente catino del neutro di Piombino in gara3 (61-82, per la cronaca, il punteggio) ha sancito il cappotto ai danni della Pielle Livorno. Una vittoria preziosissima, che consentirà al collettivo di coach Stefano Rajola di recuperare energie in attesa di comprendere se dovrà vedersela con Treviglio o Herons Montecatini nella serie al meglio dei cinque incontri a partire da domenica 8 giugno. La situazione è sul 2-1 per la compagine lombarda, che ha espugnato Lucca (casa dei termali) nel match di venerdì sera ricambiando lo sgarbo patito martedì in gara2.
Quanto gli equilibri e la sostanza della composizione dell’organico ruvese fossero differenti rispetto all’annata precedente i più smaliziati lo hanno compreso molto presto e lo sviluppo di questa post-season. I puntelli individuati in corso d’opera, inoltre, hanno dato alla squadra una solidità e una profondità assolutamente unici: non è un caso che il rendimento di Mihajlo Jerkovic, nelle sette partite di playoff giocate (sei delle quali vinte), abbia fatto registrare una netta impennata: l’ala serba è salita da 9.6 a 13.3 punti per gara e da 4.6 a 4.9 rimbalzi di media migliorando anche le già lusinghiere percentuali dal campo. Oltre le “fredde” cifre c’è poi l’impatto di Thomas Reale, sempre positivo e utile alla causa come del resto Conte e Isotta. L’ultimo blitz ha rasentato i connotati della perfezione: nell’ostico contesto toscano, in un clima incandescente e malgrado l’incessante spinta del pubblico livornese, Ruvo si è calata nella parte giocando senza fronzoli, mostrando personalità e concentrazione, mantenendo il focus sulle vicende di campo. Ma la vera chiave resta l’ottima gestione di Joshua Jackson: il bomber statunitense dal passaporto maltese è il primo terminale dell’attacco e non l’unico catalizzatore. Il pallone non resta 10 secondi fra le sue mani ma finisce nella sua disponibilità nei tempi e negli spazi giusti: e per il suo talento nel gioco senza palla e per la capacità dei compagni di servirlo adeguatamente. Che tutto ciò sia divenuto ancora più evidente in gara3 di semifinale, con Jacopo Borra out per squalifica, rende perfettamente l’idea del clamoroso lavoro svolto da Rajola e dal suo staff. E poco importa che Yankiel Moreno, sul piano realizzativo, possa sembrare talvolta di aver reso sotto le aspettative: il playmaker di un team vincente si valuta dalla leadership, e l’italo-cubano la saprà senza dubbio esercitare nei frangenti più delicati. I tifosi sono autorizzati a sognare, anche sulla base di un dato di fatto: tre delle quattro finaliste saliranno in A2 perchè nel malaugurato caso di sconfitta si giocherà uno spareggio in gara secca per determinare un’altra promozione. Non fa praticamente notizia il 3-0 con cui Roseto, nell’altro tabellone, ha superato l’Orlandina espugnando il parquet siciliano venerdì sera: la band di Gramenzi incrocerà una fra Mestre e Luiss Roma (situazione sul 2-0 per il cast veneto, gara3 in programma sabato al palasport di viale Tiziano). Ruvo, intanto, osserva: toccato il punto più elevato della storia cestistica del club, a nessuno pare il caso di fermarsi qui. Gli appassionati pugliesi confidano nella grande impresa.
